Terapia chirurgica BPO
IPB avanzata: quando i farmaci non bastano più
Quali sono i segnali pratici di “fallimento” della terapia medica?
I rischi di aspettare troppo
Prima di scegliere la tecnica: cosa si valuta davvero
Il vero compromesso: efficacia, invasività e funzione sessuale
Tecniche mini-invasive e procedure a minore impatto
Sono procedure pensate per ridurre anestesia, sanguinamento, durata della degenza e tempi di recupero. In genere migliorano i sintomi, ma non sempre rimuovono completamente l’ostruzione. Per questo vanno proposte solo quando il profilo del paziente e l’anatomia prostatica sono adatti.
UroLift
Rezūm: vapore acqueo
TPLA: ablazione laser transperineale
Aquablation
Embolizzazione delle arterie prostatiche
Chirurgia endoscopica ablativa
Qui l’obiettivo è rimuovere direttamente l’ostacolo. Il risultato sul flusso urinario è più potente e più immediato rispetto alle procedure mini-invasive, ma il rischio di eiaculazione retrograda è più alto.
TUIP: incisione transuretrale della prostata
TURP: resezione transuretrale di prostata
Laser ablativi: GreenLight e tecniche simili
Chirurgia enucleativa
È la forma più completa di rimozione dell’adenoma prostatico. L’intervento segue il piano anatomico tra adenoma e capsula prostatica, rimuovendo il tessuto ostruttivo in modo più radicale. È particolarmente utile nelle prostate grandi, ma può essere impiegato anche in volumi intermedi quando l’esperienza del centro lo consente.
HoLEP
Altre enucleazioni: ThuLEP, enucleazione bipolare e AEEP
Adenomectomia prostatica semplice: open, laparoscopica o robotica
Come orientarsi in pratica
Cosa aspettarsi dopo l’intervento
Il messaggio principale
Andrea Mari – Via Le Plessis Robinson 56, Bagno a Ripoli (FI)
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